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I EFTAWAGARJÁNGRI TSCHIP (1)

 

GRAMMATICA

Parte prima: Fonetica

Parte seconda: Morfologia

L'articolo
Il sostantivo
L'aggettivo
Il pronome
Il verbo
L'avverbio e la preposizione
La congiunzione

Parte terza: Lessico
(Glossario tematico)

 


Parte Prima: Fonetica

 

Il dialetto eftawagari puň essere scritto:

a) seguendo la trascrizione fonetica adottata per tutti i dialetti romanés (si veda ad esempio "il dialetto dei Rom Xoraxané");

b) seguendo la trascrizione fonetica di tipo tedesco (quest'ultima, sebbene "impropria" č tuttavia quella piů diffusa tra i Sinti di lingua tedesca ed č per questa ragione che č stata utilizzata in queste pagine)

  1. Le vocali (a, e, i, o, u) e le consonanti b, d, f, g (di "gatto"), l, m, n, p, r, s, t, non presentano modificazioni rispetto alla lingua italiana e pertanto si leggono e si scrivono allo stesso modo.

 

  1. Fonemi che differiscono nella grafia dall'italiano. Essi sono:

 

TSCH che si legge come "c" di "cena". Es tschaj "ragazza" (ciái).

K che si legge come "c" di "cane". Es. kerko "bicicletta (m)" (chérco).

DSCH che si legge come "g" di "gente". Es. dschamutro "cognato" (giamutró).

SCH che si legge come "sc" in "scena". Es. schmiri "cintura" (sc-míri).

Z che si legge come "s" in "rosa". Es. zor "forza" (sor).

TS che si legge come "z" in "pozzo". Es. tserhani "stella" (tzérhani).

W che si legge come "v" in "voce". Es. wageno "roulotte" (vágheno)

 

  1. Fonemi che non hanno corrispettivo nella lingua italiana:

 

CH si pronuncia come "Ch" tedesca in "Buch". Es. chawe "cibo" (have)

 


 

Parte seconda: Morfologia

L'articolo

 

L'articolo determinativo č:

 

L'articolo indeterminativo č: JE o JEK (un, uno, una)

 


Il sostantivo

 

I sostantivi variano in genere ed in numero.

Il caso accusativo / obliquo (oggetto diretto) segue le regole evidenziate nello schema seguente:

 

Tab. 1 - Forme oblique dei sostantivi

Terminazione del sostantivo

Singolare Plurale
Nominativo Accusativo/Obliquo Nominativo Accusativo/Obliquo
 
Maschile baló (maiale) balés- balé balén-
-o sínto (sinto) sintós- sinti sintón-
consonante dschugl (cane) dschuglés- dschuglá dschuglén-
-pe kámipe (amore) kamimás-


==


==

 
Femminile raglí (ragazza non zingara) ragjá- ragjá ragján-
-a lóbda (palla) lobdá- lobdi lobdján-
consonante tschip tschibjá- tschibjá tschibján-

 

-kro/-kri /-kre (al sing.)
- gro/-gri/-gre (al plur.)

Ad es.

O dschugléskro schéro "la testa del cane"
I baléskri gója "la salsiccia di maiale"
Le ragjákre schtágli "gli occhiali della ragazza"

O sintóngro drom "la strada dei Sinti"
I baléngri schtála "la stalla dei maiali"
Le ragjángre gáda "gli abiti delle ragazze"

 

Per i restanti casi si ricorre all'uso di preposizioni

Es. mangáf ku mal "chiedo all'amico", rakaráf ki rómni "parlo alla donna", dzhaf ka le sínti "vado dai sinti"

Es. katár u bérgo "dalla montagna"

Es. me baschráf i gájga mit mur mal (io suono il violino con il mio amico)

 


L'aggettivo

L'aggettivo qualificativo

L'aggettivo (e pronome) possessivo
L'aggettivo (e pronome) dimostrativo
L'aggettivo (e pronome) indefinito
L'aggettivo numerale

 

L'aggettivo qualificativo

L'aggettivo qualificativo si accorda con il sostantivo nel genere e nel numero. Esso puň avere la seguente terminazione:

- in (pl. ). Es. baró "grande", pl. baré;
- in -o (pl. -i/-e). Es. gélbo "biondo", pl. gélbi.

- in (pl. ). Es. barí "bella", pl. barjá;
- in - a (pl. -i). Es. gélbitsa "bionda", pl. gélbitsi

- in consonante (plur. invariabile). Es. schúgar "bello, -a, -i, -e", xog "alto, -a, -i, -e"
- in semivocale. Es. groj "grigio, -a, -i, -e"

 

Nel caso in cui l'aggettivo segua o preceda un sostantivo al caso accusativo o genitivo o sia esso stesso usato come sostantivo (aggettivo sostantivato) esso segue le regole di quest'ultimo.

 

Tab. 2 - Forme oblique degli aggettivi

Terminazione
dell'aggettivo
Singolare Plurale
Nominativo Accusativo/Obliquo Nominativo Accusativo/Obliquo
-ó (maschile) baró "grande"

barés-

baré barén-
-í (femminile) barí barjá- barjá barján-
-o (maschile) gélbo "biondo" gélbos- gélbi gélbon-
-a (femminile) gélbitsa
"bionda"
gelbitsá- gélbitsi gelbitsán-
consonante (masch. e femm.) schúgar "bello/a" schugré-
(nel comparativo di magg. "schugrédar")
schúgar schugré-
(nel comparativo di magg. "schugrédar")
semivocale (masch. e femm.) groj "grigio/a"
grojé-
(nel comparativo di magg. "grojédar")
groj grojé
(nel comparativo di magg. "grojédar")

 

Es.
u baró dschugl "il grosso cane";
me diklóm jek baré dschuglés "ho visto un grosso cane (acc.)"

u látscho sínto "il buon sinto"
schuntschóm (l)e latschés sintós "ho ascoltato il buon sinto (acc.)"

u kérko (l)e kamlé gadschéskro "la bicicletta del gagio [non-zingaro] buono (gentile) (gen.)"

le gélbitsi ragjá "la ragazze bionde"
lo dikjás (l)e gélbitsan ragján "egli ha visto le ragazze bionde (acc.)"

cha le tscharéschne barjá un muk le tiknján "mangia le ciliege grandi e lascia [stare] le piccole (agg.sost. acc.)"

 

 

Il comparativo di uguaglianza

Il comparativo di uguaglianza č introdotto da har (come) Es.:

  1. me om látscho har mur pral
    Io sono buono come mio fratello
  1. u paj i-lo schílalo har i mol
    L' acqua č fredda come il vino

 

 

Il comparativo di maggioranza

Il comparativo di maggioranza si esprime innestando il suffisso -der sulla forma obliqua dell'aggettivo.
Il secondo termine di paragone č introdotto dalla preposizione ap

Es.

  1. u gras i-lo zoraléder ap u dschugl
    il cavallo č piú forte del cane
  1. u dat i-lo puréder ap u tscháwo
    il padre č piú vecchio del figlio

 

 

Il comparativo di minoranza

Non esiste comparativo di minoranza in romanes.

Dovendo tradurre una frase in cui sia contenuto un comparativo di minoranza occorre trasformare la frase invertendo i termini di paragone (ottenendo quindi come risultante una frase con un comparativo di maggioranza) o sostituendo l'aggettivo con uno che ne esprima il concetto opposto. Es.:

  1. Josch č meno grande di Petar > Petar č piú grande di Josch
  2. Josch č meno grande di Petar > Josch č piú piccolo di Petar

quindi

  1. u Pétar i-lo baréder ap u Jósch
  2. u Jósch i-lo tiknéder ap u Pétar

 

Il superlativo relativo

Il superlativo relativo corrisponde al comparativo di maggioranza seguito da "ap schee" (di tutti) o da "ap scha" (di tutte) come secondo termine di paragone

Es.:

  1. i Gábi i-li i tschaj schugréder ap scha
    Gabi č la ragazza piú bella di tutte
  1. u Schándor i-lo u múrsch zoraléder ap schée
    Schandor č l'uomo piú forte di tutti

 

Il superlativo assoluto

Il superlativo assoluto si ottiene premettendo ígen "molto" all'aggettivoEs.:

  1. ígen mútscho "bruttissimo"
  2. ígen schúgar "bellissimo"
  3. ígen zórali "fortissima"

 

L'aggettivo (e pronome) possessivo

Tab. 3 - Aggettivi (e pronomi) possessivi

  MASCH. FEMM. PLUR. M E F.
MIO/-A/-EI/-E mur mri mre
TUO/-A/-EI/-E tur tri tre
SUO/-A/-OI/-E (di lui) léskro léskri léskre
SUO/-A/-OI/-E (di lei) lákro lákri lákre
NOSTRO/-A/-I/-E améngro améngri améngre
VOSTRO/-A/-I/-E tuméngro tuméngri tuméngre
LORO léngro léngri léngre

 

 

Gli aggettivi possessivi non sono mai preceduti dall'articolo. Es.:

mur dschúgl un tir máschka "il mio cane ed il tuo gatto"

diklóm léskro datés "ho visto suo padre (di lui)"

schuntschóm tuméngre wórti "ho ascoltato le vostre parole"

 

Il partitivo č reso nel modo seguente:

jek ap mre mála "uno dei miei amici" (= un mio amico)

jek ap tre tschája "una delle tue figlie" (= una tua figlia)

 

Gli aggettivi possessivi possono fungere anche da pronomi

mri tsérga un tri "la mia tenda e la tua"

mur dschúgl ilo bareder ap tro "il mio cane č piú grosso del suo"

 

L'aggettivo (e pronome) dimostrativo

Tab. 4 - Aggettivi (e pronomi) dimostrativi

  "questo" "quello" "questa" "quella" "questi / e" "quelli / e"
NOM. kado kodo kada koda kadala kodala
OBLIQUO kadé- kodé- kadalá- kodalá- kadalén- kodalén-

 

L'aggettivo (e pronome) indefinito.

I principali aggettivi indefiniti sono riportati nella lista elencata qui di seguito.

Tra parentesi viene indicata la forma obliqua.

- jedo (jedés-) = ogni, ognuno, ciascuno, chiunque
- valako (valakés-) = qualcuno
- valacho (valachés-) = qualcosa
- awer (awerés-, awerén-) = altro, altri
- tsilo (tsilés-), scho (scha, schée) = tutto, tutti
- éwo= qualche
- ígen = molto, troppo
- níko (nikés-) = nessuno
- níschto (nischtés-) = niente, nulla
- wénego (wenegés-) = poco
- dósta = basta, abbastanza
- jek (jekés-) = uno

 

L'aggettivo numerale

I numeri cardinali sono:

da 1 a 10: jek (1), duj (2), trin (3), schtar (4), pantsch (5), schof (6), eftá (7), ochtó (8), enjá (9), desch (10);

da 11 a 19: deschujék (11), deschudúj (12), deschutrín (13), ecc.

20: bisch ; 21: bischujék 22: bischudúj ; 23: bischutrín , ecc.

30: tránda ; 40: schtarwardésch; 50: pantschwardésch; 60: schofwardésch ; 70: eftawardésch; 80: ochtowardésch; 90: enjawardésch

100: schel; 200: dujschél 300: trinschél 400: schtarschél, ecc.

1000: mílja 2000: duj milja; 3000: trin milja ecc.

1000000: miljón

I numero ordinali

Ad eccezione di príwo "primo" si formano aggiungendo il suffisso -to ai numeri cardinali.

dújto "secondo", tríto "terzo", schtárto "quarto", ecc.;
déschto "decimo", deschujékto "undicesimo": deschudújto, "dodicesimo", ecc.;
bíschto "ventesimo", trandáto"trentesimo", schélto "centesimo", ecc.

 


Il pronome

 

Il pronome personale

Tab. 5 - Pronomi personali

  NOM. ACC. DAT. LOC. ABL. STRUM.
IO Me ma mángi mándi mándar mántsa
TU Tu tu túki túti tútar túha
EGLI Lo les léski lésti léstar léha
ELLA Li la láki láti látar láha
NOI Amén amén améngi améndi améndar améntsa
VOI Tumén tumén tuméngi tuméndi tuméndar tuméntsa
ESSI Le len léngi léndi léndar léntsa
SE' (RIFL.) pes péskri pésdi pésdar péha
pen péngri péndi péndar péntsa

 

Il pronome interrogativo

I pronomi interrogativi sono:

 

 

Il pronome relativo

I pronomi relativi, quando č assente l'antecedente nominale, sono:

kon = chi, colui/colei/coloro che
so = ciň che

In presenza di antecedente nominale viene invece usata la particella relativa kaj (per es. u rom kaj... "l'uomo che..."), la quale assume anche funzione di congiunzione subordinativa.

In quanto pura e semplice particella subordinativa kaj č refrattaria alle preposizioni. Pertanto se il rapporto semantico espresso nella proposizione relativa richiede una preposizione, questa va a reggere il pronome personale correferenziale con l'antecedente.

Es.

la donna a cui diedi cento euro = I sintítsa kaj dijóm (láke) schel euro
il cavallo con cui sono andato in paese = o grast kaj leha gijóm an u gaf

 


Il verbo

 

 

Indicazioni generali

Il verbo č costituito da radice e desinenza. Le desinenze indicano tempi e persone.

Per quanto concerne i modi ed i tempi del verbo questi possono essere riassunti come segue:

Voce attiva

modo indicativo:
- presente-futuro
- imperfetto. Si ottiene aggiungendo il suffisso -as al presente-futuro. Notare che nella I pers. sing., per evidenti ragioni fonetiche, il suff. -as si innesta sulla terminazione in -aw
- passato. Si ottiene generalmente innestando un suffisso tra la radice e la desinenza verbale (vedasi oltre)
- trapassato. Si ottiene aggiungendo il suffisso -as al passato.

modo congiuntivo: non esiste nel dialetto dei Sinti Eftawagari come in nessun altro dialetto romani. La subordinazione viene introdotta dalla congiunzione te "che, se" seguita dal verbo all'indicativo.

modo condizionale: si ottiene aggiungendo il suffisso -a all'indicativo (presente e passato). Notare che nella I pers. sing., per evidenti ragioni fonetiche, il suff. -a si innesta sulla terminazione in -aw

modo imperativo: ha due forme, una per la seconda persona singolare (corrispondente alla radice verbale + -e in caso di verbo monoconsonantico) ed una per la seconda persona plurale (radice verbale + suffisso -én).

L'infinito č sostituito dalla subordinazione attraverso la congiunzione te "che, affinché" seguita dall'indicativo presente-futuro nella forma breve.

Es. vado a mangiare > vado che mangio > dschaf te xáu.

Rare le forme passive mentre esiste il participio passato, che perň č poco usato.

 

Verbi regolari

E' possibile notare che esistono fondamentalmente tre tipi di verbi regolari:

1 -Verbi in cui la radice termina con uno dei seguenti fonemi: k, s, sch, tsch.
Tali verbi formano il passato ed il participio passato inserendo il suffisso -l- tra radice e desinenza

Es.

Radice verbale: DIK- "guardare, vedere"

Indicativo

Presente-futuro Imperfetto
Me dik-áf
(var. dik-áw , dikáu)

Tu dik-és

Lo/li dik-él

Amén dik-ás

Tumén dik-én

Le dik-én

Io vedo/guardo

Tu vedi/guardi

Egli-ella vede/
guarda

ecc.

Me dik-áw-as

Tu dik-és-as

Lo/li dik-él-as

Amén dik-ás-as

Tumén dik-én-as

Le dik-én-as

 

Io vedevo/
guardavo

Tu vedevi
guardavi

Egli-ella vede/
guarda

ecc.

Passato Trapassato
Me dik-l-óm

Tu dik-l-ál

Lo/li dik-l-ás

Amén dik-l-ám

Tumén dik-l-én

Le dik-l-én

Io vidi/guardai

Tu vedesti/
guardasti

Egli/ella vide/
guardň

ecc.

Me dik-l-óm-as

Tu dik-l-ál-as

Lo/li dik-l-ás-as

Amén dik-l-ám-as

Tumén dik-l-én-as

Le dik-l-én-as

Io avevo/ebbi
visto/guardato

Tu avevi/avesti
visto/guardato

Egli/ella aveva/ebbe visto/guardato

ecc.

Congiuntivo - Condizionale:

Vedi note in nella sezione introduttiva (Indicazioni generali)

Imperativo

dik! "guarda!"
dik-én! "guardate!"

Participio passato

dik-l-ó "visto, guardato"

 

2.Verbi la cui radice termina con uno dei seguenti fonemi: m, n, l, r, v.
Tali verbi formano il passato inserendo il suffisso -dsch- (o -tsch) ed il participio passato inserendo il sufficco -d- tra radice e desinenza

Es.

Radice verbale: KER- "fare"

Indicativo

Presente-futuro Imperfetto
Me ker-áf
(
var. ker-áw, ker-áu)

Tu ker-és

Lo/li ker-él

Amén ker-ás

Tumén ker-én

Le ker-én

Io faccio

Tu fai

Egli/ella fa

ecc.

Me ker-áw-as

Tu ker-és-as

Lo/li ker-él-as

Amén ker-ás-as

Tumén ker-én-as

Le ker-én-as

 

Io facevo

Tu facevi

Egli/ella faceva

ecc.

Passato Trapassato
Me ker-dsch-óm

Tu ker-dsch-ál

Lo/li ker-dsch-ás

Amén ker-dsch-ám

Tumén ker-dsch-én

Le ker-dsch-én

Io feci

Tu facesti

Egli/ella fece

ecc.

Me ker-dsch-óm-as

Tu ker-dsch-ál-as

Lo/li ker-dsch-ás-as

Amén ker-dsch-ám-as

Tumén ker-dsch-én-as

Le ker-dsch-én-as

Io avevo/ebbi
fatto

Tu avevi/avesti fatto

Egli avea/ebbe
fatto

ecc.

Congiuntivo - Condizionale:

Vedi note in nella sezione introduttiva (Indicazioni generali)

Imperativo

 ker! "fai!"

ker-én! "fate!"

Participio passato

 ker-d-ó "fatto"

 

 

Radice verbale: SCHUN- "sentire, ascoltare"

Indicativo

Presente-futuro Imperfetto
Me schun-áf
(
var. schun-áw, schun-áu)

Tu schun-és

Lo/li schun-él

Amén schun-ás

Tumén schun-én

Le schun-én

Io sento, ascolto

Tu senti, ascolti

Egli/ella sente, ascolta

ecc.

Me schun-áw-as

Tu schun-és-as

Lo/li schun-él-as

Amén schun-ás-as

Tumén schun-én-as

Le schun-én-as

 

Io sentivo, ascoltavo

Tu sentivi, ascoltavi

Egli/ella sentiva, ascoltava

ecc.

Passato Trapassato
Me schun-tsch-óm

Tu schun-tsch-ál

Lo/li schun-tsch-ás

Amén schun-tsch-ám

Tumén schun-tsch-én

Le schun-tsch-én

Io sentii, ascoltai

Tu sentisti,ascoltasti

Egli/ella sentě, ascoltň

ecc.

Me ker-schun-tsch-óm-as

Tu schun-tsch-ál-as

Lo/li schun-tsch-ás-as

Amén schun-tsch-ám-as

Tumén schun-tsch-én-as

Le schun-tsch-én-as

Io avevo/ebbi
sentito, ascoltato

Tu avevi/avesti sentito, ascoltato

Egli avea/ebbe
sentito, ascoltato

ecc.

Congiuntivo - Condizionale:

Vedi note in nella sezione introduttiva (Indicazioni generali)

Imperativo

 schun! "ascolta!"

schun-én! "ascoltate!"

Participio passato

 schun-d-ó "sentito, ascoltato"

I verbi derivati da altre lingue utilizzano il suffisso -in. Es. schrajbin- (scrivere), gondolin- (pensare). Anch'essi seguono la medesima regola del gruppo 2.

Es.

 

Radice verbale: SCHREJBIN- "scrivere"

Indicativo

Presente-futuro Imperfetto
Me schrejbin-áf
(
var. schrejbin-áw, schrejibin-áu

Tu schrejbin-és

Lo/li schrejbin-él

Amén schrejbin-ás

Tumén schrejbin-én

Le schrejbin-én

Io scrivo

Tu scrivi

Egli/ella scrive

ecc.

Me schrejbin-áw-as

Tu schrejbin-és-as

Lo/li schrejbin-él-as

Amén schrejbin-as-as

Tumén schrejbin-én-as

Le schrejbin-én-as

 

Io scrivevo

Tu scrivevi

Egli/ella scriveva

ecc.

Passato Trapassato
Me schrejbin-dsch-óm

Tu schrejbin-dsch-ál

Lo/li schrejbin-dsch-ás

Amén schrejbin-dsch-ám

Tumén schrejbin-dsch-én

Le schrejbin-dsch-én

Io scrissi

Tu scrivesti

Egli/ella scrisse

ecc.

Me schrejbin-dsch-óm-as

Tu schrejbin-dsch-ál-as

Lo/li schrejbin-dsch-ás-as

Amén schrejbin-dsch-ám-as

Tumén schrejbin-dsch-én-as

Le schrejbin-dsch-én-as

Io avevo/ebbi
scritto

Tu avevi/avesti
scritto

Egli/ella aveva/ebbe
scritto

ecc.

Congiuntivo - Condizionale:

Vedi note in nella sezione introduttiva (Indicazioni generali)

Imperativo

  schrejbín! "scrivi!"

schrejbin-én! "scrivete!"

Participio passato

  schrejbin-d-ó "scritto"

 

3. Verbi la cui radice termina con uno dei seguenti fonemi: d, dsch.
Tali verbi formano il passato inserendo il suffisso-ij- ed il participio passato inserendo il suffisso -ard- tra radice e desinenza

Es.

Radice verbale: LAD- "guidare"

Indicativo

Presente-futuro Imperfetto
Me lad-áf
(
var. lad-áw, lad-áu)

Tu lad-és

Lo/li lad-él

Amén lad-ás

Tumén lad-én

Le lad-én

Io guido

Tu guidi

Egli/ella guida

ecc.

Me lad-áw-as

Tu lad-és-as

Lo/li lad-él-as

Amén lad-ás-as

Tumén lad-én-as

Le lad-én-as

 

Io guidavo

Tu guidavi

Egli/ella guidava

ecc.

Passato Trapassato
Me lad-ij-óm

Tu lad-ij-ál

Lo/li lad-ij-ás

Amén lad-ij-ám

Tumén lad-ij-én

Le lad-ijén

Io guidai

Tu guidasti

Egli/ella guidň

ecc.

Me lad-ij-óm-as

Tu lad-ij-ál-as

Lo/li lad-ij-ás-as

Amén lad-ij-ám-as

Tumén lad-ij-én-as

Le lad-ij-én-as

Io avevo/ebbi
guidato

Tu avevi/avesti guidato

Egli avea/ebbe
guidato

ecc.

Congiuntivo - Condizionale:

Vedi note in nella sezione introduttiva (Indicazioni generali)

Imperativo

 lad! "guida!"

lad-én! "guidate!"

Participio passato

 lad-ard-ó "guidato"

 

 

Verbi monoconsonantici

I verbi con radice monoconsonantica formano il passato inserendo una -ij- ed il participio passato inserendo una -d- tra radice e desinenza.

Es.

 

Radice verbale: L- "prendere"

Indicativo

Presente-futuro Imperfetto
Me l-af
(
var. l-aw, l-áu)

Tu l-es

Lo/li l-el

Amén l-as

Tumén l-en

Le l-en

Io prendo

Tu prendi

Egli/ella prende

ecc.

Me l-áw-as

Tu l-és-as

Lo/li l-él-as

Amén l-ás-as

Tumén l-én-as

Le l-én-as

 

Io prendevo

Tu prendevi

Egli/ella prendeva

ecc.

Passato Trapassato
Me l-ij-óm

Tu l-ij-ál

Lo/li l-ij-ás

Amén l-ij-ám

Tumén l-ij-én

Le l-ij-én

Io presi

Tu prendesti

Egli/ella prese

ecc.

Me l-ij-óm-as

Tu l-ij-ál-as

Lo/li l-ij-ás-as

Amén l-ij-ám-as

Tumén l-ij-én-as

Le l-ij-én-as

Io avevo/ebbi
preso

Tu avevi/avesti
preso

Egli avea/ebbe
preso

ecc.

Congiuntivo - Condizionale:

Vedi note in nella sezione introduttiva (Indicazioni generali)

Imperativo

 le! "prendi!"

l-en! "prendete!"

Participio passato

 li-d-ó "preso"

 

Verbi irregolari

Vi sono inoltre verbi che possono essere definiti irregolari poichč presentano alcune particolaritŕ che li distinguono dai precedenti.
Tra questi ad esempio butsch- "chiamarsi"

 

Radice verbale: BUTSCH- "chiamarsi"

Indicativo

Presente-futuro Imperfetto
Me butsch-oj-áf
(
var. butsch-oj-áw, butsch-oj-áu)

Tu butsch-ój-s

Lo/li butsch-ól

Amén butsch-oj-ás

Tumén butsch-oj-én

Le butsch-oj-čn

Io mi chiamo

Tu ti chiami

Egli/ella si chiama

ecc.

butsch-oj-áw-as

Tu l-butsch-ój-s-as

Lo/li butsch-ól-as

Amén butsch-oj-ás-as

Tumén butsch-oj-én-as

Le butsch-oj-én-as

 

Io mi chiamavo

Tu ti chiamavi

Egli/ella si chiamava

ecc.

Passato Trapassato
Me butsch-l-óm

Tu butsch-l-ál

Lo/li butsch-l-ás

Amén butsch-l-ám

Tumén butsch-l-én

Le butsch-l-én

Io mi chiamai

Tu ti chiamasti

Egli/ella si chiamň

ecc.

Me butsch-l-óm-as

Tu butsch-l-ál-as

Lo/li butsch-l-ás-as

Amén butsch-l-ám-as

Tumén butsch- l-én-as

Le butsch-l-én-as

Io mi ero/fui
chiamato

Tu ti eri/fosti
chiamato

Egli/ella si era/fu
chiamato/a

ecc.

Congiuntivo - Condizionale:

Vedi note in nella sezione introduttiva (Indicazioni generali)

Imperativo

 non esiste per questo verbo

Participio passato

 butsch-il-ó "chiamato" ??

 

Verbi riflessivi

I verbi riflessivi si formano facendo seguire ad ogni persona il relativo pronome riflessivo o il pronome riflessivo pes (sing.) / pen (plur.) "-si, sé".

Es.

Me dik-áf ma (an u spíglo) = io mi guardo (allo specchio)
Tu dikés tu = tu ti guardi
Lo dikél pes =egli/ella si guarda
Le dikén pen =essi/essi si guardano

ecc.

 

Il verbo essere

 

Indicativo

Presente-futuro Imperfetto-Passato-Trapassato
Me om
(
var. hom, um, som)

Tu al
(
var. hal, sal)

Lo/li i
(
var. hi, si)

Amén am
(
var. ham, sam)

Tumén an
(
var. han, san)

Le i
(
var. hi, si)

Io sono

Tu sei

Egli/ella č

ecc.

Me óm-as

Tu ál-as

Lo/li i-s

Amén ám-as

Tumén án-as

Le i-s

Nota: i suffissi si applicano allo stesso modo anche sulle forme varianti indicate nella I colonna)

Io ero/fui/
sono-ero-fui stato

Tu eri/fosti/
sei-eri-fosti stato

Egli/ella era/fu
č-era-fu stato/a

ecc.

Congiuntivo - Condizionale:

Vedi note in nella sezione introduttiva (Indicazioni generali)

 

Il verbo avere

 

Il verbo avere č formato dalla terza persona singolare del verbo essere seguito dal pronome personale in forma accusativa.

 

 

Indicativo

Presente-futuro Imperfetto-Passato-Trapassato
Me í-ma
(
var. hí-ma, sí-ma)

Tu í-tu
(
var. hí-tu, sí-tu)

Lo í-les
(
var. hí-les, sí-les)

Li í-la
(
var. hí-la, sí-la)

Amén i-mén
(
var. hi-mén, si-mén)

Tumén i-tumén
(
var. hi-tumén, si-tumén)

Le í-len
(
var. hí-len, sí-len)

Io ho

Tu hai

Egli ha

Ella ha

ecc.

Me ís-ma

Tu ís-tu

Lo ís-les

Li ís-la

Amén ís-men

Tumén is-tumén

Le ís-len

Nota: i suffissi si applicano allo stesso modo anche sulle forme varianti indicate nella I colonna)

Io avevo/ebbi/
ho-avevo-ebbi
avuto

Tu avevi/avesti
hai-avevi-avesti
avuto

Egli aveva/ebbe/
ha-aveva-ebbe
avuto

Ella aveva/ebbe/
ha-aveva-ebbe
avuto

ecc.

 

 

I verbi servili

I verbi si esprimono come segue:

- volere = kam- (amare)

- potere = schaj (invariabile, si colloca tra il soggetto ed il verbo). Es. me schaj dschaf = io posso andare; le schaj dikén tu = essi possono vederti

- dovere = iste (invariabile, si colloca tra il soggetto ed il verbo). Es. Amén íste te dschal = noi dobbiamo andare

 

 


L'avverbio e la preposizione

Le preposizioni e gli avverbi principali in sinto eftawagari sono:

adáj = quí,
adój = lŕ
akán = adesso
an = in
andrál = solamente
anglál = avanti, davanti, prima
ángle = prima (tempo)
ap = a, su
ári = fuori
bi = senza.
but = molto
but ígen = troppo
búter, mer= piů
dógla = mentre
dósta = abbastanza, basta, sufficiente
durál = lontano
dschi = fino a
dschímeg = finchč
fir = per (davanti ai sostantivi)
fun, fon = di
géschtar = ieri
ígen = tanto
ímar =solamente
ínge = anche
jo = sě
ka = a
kajt = un poco
kána = quando
katár = da (moto da e verso luogo); verso, incontro
kétan = assieme, insieme
máschkar = fra, tra, in mezzo a
ment = perchč, poichč
méntesch = subito
míndig = sempre
mit, met = con (mezzo e compagnia)
mórge =domani
na, ne = no, non
níschta = niente, nulla
óste = se
pásche = vicino, vicino a
palál = dietro, indietro, dopo, poi
pápal = di nuovo, nuovamente
sa = tutto;
sáre = tutti, tutte
schócha = mai
schpot = tardi;
sik = in fretta, presto
te = per (davanti ai verbi)
telál = sotto
téle = giů
tschak kerál = a casa
úse = presso, in mezzo a
uwrál = su, sopra
príko = attorno, intorno
palál = dopo

 

Gli avverbi di modo

Nella maggior parte dei dialetti romani l'avverbio di modo si forma innestando il suffisso -és al sostantivo o all'aggettivo. Es. rom = zingaro > romanés "alla zingara", gádscho = sedentario, non zingaro> gadschikanés "alla maniera dei sedentari", látcho = buono > latschés = bene, ecc.

Altri avverbi di modo hanno invece forma propria. Ad es. féder "meglio", mírne "adagio".


La congiunzione

Qui di seguito sono elencate le principali congiunzioni in sinto eftawagari.

a) coordinanti

b) subordinanti


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