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Sinti

Lą oltre le case di quei contadini
da un vecchio cortile si sente gridare
son le voci dei Sinti e dei loro bambini
che un giorno qui han dovuto restare
 

Sono ormai nel ricordo della loro vita
il viaggio la musica e le loro canzoni
poco a poco col tempo ogni cosa č finita
non č pił il tempo dei carrozzoni

Fuori all'aperto si affannan le donne
vanno e vengono intorno al gran fuoco
oltre alla fatica ed alle lunghe gonne
del tempo passato č rimasto assai poco

Soltanto il dolore non li ha abbandonati
ci sono abituati poiché sanno soffrire
da sempre si sentono disprezzati
da chi li giudica senza capire

Per mille anni essi han camminato
attraversando monti villaggi e cittą
con il sangue essi hanno pagato
l'infinita voglia di libertą

Nelle sere d'estate stanno lungo la via
č lą che attendono l'imbrunire
tra mille ricordi ed una gran nostalgia
sognan domani di poter ripartire

Ma il loro viaggio č la foto sbiadita
degli anni trascorsi a vagabondare
di un'avventura per sempre finita
che non potrą pił ricominciare…

s.f.

 

brano musicale di sottofondo "Re Dicario" eseguito da Spatzo († 18/5/2005) 
tratto dal CD Minor(d)anze -
© Assoc. culturale Destrąni


ENTRA - DŽA NDREN


Giovanni Cena (Romolo) - L'INCONTRO - Scene e ricordi di vita di un sinto piemontese


 


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